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SismyCity è un progetto nato come indagine conoscitiva sulle conseguenze del terremoto che il 6 aprile 2009 che ha colpito la città de L’Aquil...
I dati  della rilevazione mensile dell’Istat relativa al mese di luglio 2010 segnalano una nuova erosione del numero degli occupati pari allo 0...
Eco Plus Home è un’interessante progetto canadese riguardante una casa passiva ecosostenibile, in grado di produrre più energia di quella cons...
A partire dagli anni Ottanta la globalizzazione dell’economia ha profondamente cambiato il tessuto sociale e culturale delle collettività e deg...
Il Ministero del Lavoro ha fissato, in un decreto appena uscito sulla G.U. del 31 agosto, le quote 2010 per gli stranieri che quest’anno intendo...
Un’automobile alimentata a metano non rappresenta una novità, ma se il gas che riempie il serbatoio è quello ottenuto dalle acque reflue citta...
Oltre 700 domande presentate, 348 Comuni che beneficeranno di un finanziamento, una popolazione coinvolta di 3.894.774 abitanti di cui quasi un milion...
L’Agenzia delle entrate ha reso noto che l’energia verde prodotta in famiglia con scopi e finalità non commerciali e ceduta al Gse non sa...
Sebbene l’indipendenza non sia ancora arrivata, il Sud del Sudan si prepara già a celebrare la nascita del proprio Stato rivoluzionando il pian...
L’estate 2010 in Italia ha potuto contare su 41.280 ricettive attive sul territorio nazionale, in crescita del 2,5% rispetto allo scorso anno. L...

Il fumetto per raccontare la società

altRaccontare la società attraverso il fumetto è l’idea nata da quattro associazioni italiane e libanesi: Cosv, Insan Association, Najdeh and Samandal, che hanno lanciato “Let’s Comics 2010!” un concorso per giovani disegnatori dell’area euro-mediterranea. Gli aspiranti comic writers in età compresa tra i 18 e i 30 anni, fino al 31 maggio potranno disegnare il loro punto di vista sul multiculturalismo ed essere selezionati tra gli otto vincitori che avranno la possibilità di partecipare ad un workshop finale nella capitale libanese, Beirut.

Let’s comics 2010! Si inserisce all’interno di A comic competition on multicultural societies, un vasto progetto promosso dalle quattro associazioni, un esperimento innovativo no profit sponsorizzato dalla delegazione libanese dell’Unione europea per mettere a confronto le giovani generazioni del Bacino del Mediterraneo.
Fonte: www.letscomics.org/

E già da qualche anno è stato realizzato dal Comune di Cremona un fumetto per raccontare ai più giovani la Costituzione. Un piccolo volume dal titolo “Il Mistero delle Cinque Gemme - il principio della separazione dei poteri a fumetti”.
Un’esperienza innovativa ed interessante per spiegare alle nuove generazioni la Costituzione italiana. Descriverne gli articoli attraverso i fumetti ha permesso ai giovani studenti di capirne ed apprezzarne i valori, grazie ad un testo scorrevole e l’utilizzo esplicativo delle immagini, rendendo in questo modo concetti complessi più chiari anche ai ragazzi più giovani. In circa cinquanta pagine il fumetto riassume i diversi articoli che compongono la Costituzione italiana partendo dai diritti fondamentali, ed andando poi ai doveri, senza dimenticare di spiegare le divisioni dei poteri che sono alla base del consolidamento della democrazia: “Il potere viene arrestato dal potere stesso e ciò è possibile solo attraverso una consolidata costituzione”.

Per approfondimenti

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Welfare e società

Tag Cloud: fumetto - multiculturalismo - giovani
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Presentate a Green City Energy le migliori pratiche per città competitive ed intelligenti

altSi è aperto il 1 luglio a Pisa il I Forum internazionale “Green City Energy” promosso da Comune e Provincia di Pisa insieme alla Regione Toscana, in collaborazione con l’Università di Pisa e la Scuola Superiore S. Anna, organizzato da ClickUtility. Per tre giorni Pisa ha ospitato dibattiti e confronti ad alto livello dedicati al tema delle energie rinnovabili. Sono state messe a confronto best practices e casi di successo per uno sviluppo sempre più competitivo delle città. L’occasione ha inoltre messo a contatto il mondo dell’università e della ricerca con quello delle istituzioni italiane ed europee, oltre che con i rappresentanti delle aziende leader nel settore delle energie.

Il 1 luglio un corteo di veicoli elettrici con in testa il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, alla guida di una smart fortwo eletric drive ha dato ufficialmente il via ai lavori di Green City Energy. Il “corteo elettrico” si subito è rivelato un’opportunità interessante per presentare in anteprima nazionale il progetto di mobilità elettrica che animerà le vie della città toscana dal prossimo settembre. A seguito dell’iniziativa tanti veicoli elettrici noleggiati dai cittadini sono usciti dai saloni espositivi per vivacizzare la viabilità dimostrando come sia effettivamente realizzabile una mobilità efficiente, sicura ed intelligente.
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Qualità della vita, Vienna prima nella classifica Mercer

altCittà europee al top per vivibilità e ambiente. L’annuale classifica curata dalla Mercer Consulting conferma le ottime performance raggiunte dalle città del Vecchio Continente nella promozione di vivibilità e sostenibilità. Ben sedici posti sui primi venticinque al mondo sono occupati da città europee. Prima in classifica Vienna, seguita da Zurigo e Ginevra, che si confermano sul podio alle stesse posizioni del ranking 2009 come Dusseldorf (6) mentre sale di una posizione Francoforte (7). Stabili anche Monaco di Baviera (7), Berna (9), Copenaghen (11) e Amsterdam (13), evidenziando come in Europa Occidentale, ed in particolare in Germania, si concentrino molte delle città in cui si vive meglio al mondo. Prima in classifica fra le italiane, che si conferma al 41esimo posto, come nel 2009 mentre Roma è stabile in 54esima posizione. Guadagnano posti le città dell’Europa Orientale, come Praga (70), Budapest (73) e Lubiana (77).

 


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La questione dei rifiuti in Europa e in Italia. Un’analisi della direttiva RAEE

altLa normativa europea elaborata finora in materia di rifiuti fornisce in modo dettagliato non solo una classificazione, ma anche una definizione degli obblighi essenziali per la gestione, il riuso, il trattamento e lo smaltimento dei prodotti e materiali di scarto.
Il paper La questione dei rifiuti in Europa e in Italia. Un’analisi della direttiva RAEE tratta della legislazione europea e di quella italiana relativa alla gestione e allo smaltimento dei rifiuti, analizzando il quadro normativo europeo e italiano in materia e focalizzando l’attenzione sul riciclo, sul riuso e sul trattamento delle apparecchiature elettriche ed elettroniche attraverso uno studio delle direttive europee 2002/96/CE e 2008/34/CE, dello stato di implementazione e delle norme di recepimento di tali direttive in Italia.

 Partendo da una analisi della più recente normativa elaborata dalle istituzioni dell’UE e quella dell’Italia, si cercherà quindi di avere una visione più chiara dei procedimenti, delle direzioni, degli strumenti e della divisione delle competenze in materia di gestione e smaltimento dei rifiuti, esaminando anche il sistema di raccolta differenziata previsto a livello europeo e attuato in Italia.


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Inquinamento urbano, risposte sostenibili dalle città europee

altLa mobilitazione nazionale contro l'emergenza smog decisa dall'ANCI nel corso del tavolo dei sindaci di Milano, che prevede per domenica prossima il blocco del traffico in oltre duecento città  italiane, ha riportato l'impegno delle amministrazioni locali contro l'inquinamento al centro del dibattito nazionale. Un tema caldo anche in altri paesi europei, dove numerose città hanno promosso strategie di contrasto che puntano ad evitare eccessive concentrazioni di biossido d'azoto e di particolato nell'aria attraverso una serie di soluzioni sistemiche.
Nelle città europee la lotta all’inquinamento passa attraverso la promozione di strategie urbane sostenibili. Il problema del superamento dei limiti posti alle sostanze inquinanti viene affrontato in Europa con una serie di soluzioni sistemiche, che puntano a prevenire eccessive concentrazioni di biossido d’azoto e di particolato nell’aria.
Secondo un’indagine sulla qualità dell’aria realizzata da Eurocities, No2 e Pm10 sono assieme a Pm2,5 e ozono (O3) i principali responsabili dell’inquinamento urbano causato da traffico, carburanti scadenti, vecchie auto diesel, sistemi di condizionamento dell’aria e polveri urbane.
In quasi l’80 per cento delle cinquantasei città considerate dall’inchiesta, il problema della qualità dell’aria è strettamente legato a quello del cambiamento climatico mentre un’indagine condotta dall’Agenzia ambientale europea in venti grandi centri urbani rivela una correlazione diretta fra presenza di particelle sottili ed effetti di medio-lungo periodo sul sistema sanitario locale.
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L'alleanza dei sindaci della Val Padana contro le polveri sottili

altInquinamento alle stelle e soprattutto costante, una situazione che ha spinto Letizia Moratti e Sergio Chiamparino, sindaci di Milano e Torino, a proporre ai colleghi dell’intera Pianura Padana il blocco delle automobili per domenica 28 febbraio. È la premessa dell’incontro avvenuto venerdì 19 febbraio a Palazzo Marino, sede del Comune del capoluogo lombardo, con tutti i sindaci delle città di Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna per affrontare insieme la lotta allo smog e individuare misure ed iniziative coordinate e coerenti utili a migliorare la qualità dell'aria nei nostri centri urbani.
L'incontro, nel corso del quale è stato presentato un dossier realizzato in collaborazione con Cittalia, costituisce il primo importante momento di confronto per dar vita ad un coordinamento stabile dei sindaci, definire proposte concrete da sottoporre a Governo e Regioni e sottoscrivere uno specifico accordo per il conseguimento degli ambiziosi obiettivi di miglioramento della qualità dell’aria che le norme nazionali ed europee impongono ai Comuni.
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« Cittalia Europa »: nasce un nuovo servizio per avvicinare i Comuni all’Europa

altGran parte delle decisioni politiche prese a Bruxelles hanno un impatto diretto sul nostro territorio nazionale. Diventa cruciale intervenire nei luoghi in cui queste politiche si sviluppano, soprattutto ora che la dimensione locale è per la prima volta integrata nel quadro giuridico dell'Unione con il Trattato di Lisbona.

« Cittalia Europa » è il nuovo strumento informativo sulle questioni europee, ideato da Cittalia per facilitare l’intervento e la presenza del sistema dei Comuni nelle dinamiche decisionali a livello comunitario.
Le informazioni riguarderanno le consultazioni lanciate dalle istituzioni, il monitoraggio costante dei processi normativi in corso, uno sguardo alle principali notizie politiche UE nonché un servizio di sintesi delle più significative conferenze ed eventi.

Per continuare a ricevere la newsletter occorre registrarsi dall’home page del servizio, i cui contenuti saranno comunque accessibili dal sito di Cittalia.


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Le città intelligenti

altTecnologiche e interconnesse, ma anche sostenibili, confortevoli, attrattive, sicure, in una parola «intelligenti»: questo l’identikit delle smart cities, come sono state ribattezzate in questi anni, le città sulle quali in Europa e nel mondo si scommette per garantire uno sviluppo urbano equilibrato e al passo con la domanda di benessere che proviene dalle sempre più popolose classi medie internazionali.
Puntare sulle nuove tecnologie per migliorare la gestione dei processi urbani e la qualità della vita dei cittadini è la linea seguita dalle amministrazioni locali che stanno siglando accordi con grandi imprese del settore per ridisegnare le proprie città.
Amsterdam, Seattle, Singapore e Curitiba sono alcuni dei migliori esempi in questo campo anche se si fa sempre più strada un ruolo propulsivo da parte delle amministrazioni centrali, che intendono sostenere con nuove risorse e strumenti normativi la realizzazione di città innovative e intelligenti.
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Dal Personal Democracy Forum di Barcellona

altIl Personal Democracy Forum che si è tenuto a Barcellona lo scorso 20 e 21 novembre è stata la prima occasione per discutere con ricercatori, esperti, attivisti e blogger di tutto il mondo di come Internet sta influenzando la politica in Europa. Il PDF, in realtà, si svolge ormai da sette anni negli Stati Uniti dove, nel tempo, ha raccolto gli esponenti più in vista dell’attuale dibattito sull’uso “sociale” del web, su come questo sta cambiando le abitudini e i comportamenti di milioni di cittadini nel loro rapporto con i decisori pubblici e con la gestione del proprio spazio di vita collettivo.
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Un viaggio attraverso la storia delle città - 6° puntata

 

altTra i fattori che hanno permesso un rapido sviluppo delle economie internazionali vi è senza dubbio la diffusione della comunicazione e delle innovazioni tecnologiche. La velocità degli scambi, la facilità di compiere operazioni finanziarie, il collegamento a livello mondiale tra sistemi distributivi danno grande mobilità al mercato globale e ne permettono una larga condivisione. I sistemi digitali, internet, la telefonia mobile, la microcomputerizzazione ci consentono di essere collegati con tutto il mondo in tempo reale ed in questo senso si può parlare di network society.


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I principi della Buona governance europea. Un nuovo Paper Cittalia

 

altCon la “Dichiarazione di Valencia” approvata nell’ottobre del 2007, sono state presentate le proposte per promuovere la buona gestione democratica in Europa. Ciascuno Stato aderente si è impegnato a definire un Programma di Azione in cui sono indicate le misure volte a diffondere e consolidare il buon governo locale, a partire dall’adeguamento dell’azione amministrativa ai dodici principi enunciati nella Strategia.


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Manovra correttiva: dopo il sì del Senato, dal 26 luglio inizia il dibattito nell’Aula di Montecitorio

Il d.l. 31 maggio 2010 n. 78 recante “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e competitività economica” è stato approvato dalla Commissione bilancio del Senato il 9 luglio u.s.
Il Governo ha presentato in Aula un maxiemendamento, che ricomprende sostanzialmente le modifiche apportate dalla Commissione, approvato con voto di fiducia il 15 luglio.
Dopo il voto di Palazzo Madama, il testo si trova ora all’esame della Commissione Bilancio della Camera dove il  provvedimento è arrivato blindato: l’Aula dovrebbe approvarlo senza modifiche con un altro voto di fiducia entro fine mese.
Nel testo licenziato dal Senato vengono confermati i tagli biennali già previsti dal decreto legge del Governo a carico delle Regioni, 4 miliardi per il 2011 e 4,5 miliardi per il 2012. Confermati anche i tagli a carico delle Province, pari complessivamente a 800 milioni, di cui 300 milioni nel 2011 e 500 nel 2012, e dei Comuni sopra i 5mila abitanti, che si vedranno ridotte le risorse per complessivi 4 miliardi: 1,5 miliardi per il 2011 e 2,5 miliardi per il 2012. Anche questi tagli saranno ripartiti secondo criteri stabiliti in sede di conferenza Stato-città ed autonomie locali.


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Il quadro finanziario dei Comuni

Gli effetti triennali (2010-2012) della manovra finanziaria sui Comuni italiani e in particolare su quelli vincolati dal patto di stabilità sono i punti chiave attorno ai quali si sviluppa il Rapporto annuale Ifel dal titolo “Il quadro finanziario dei Comuni 2010” presentato in conferenza stampa giovedì 22 luglio a Roma. Il Rapporto delinea il quadro tendenziale delle finanze comunali con proiezioni sulle prospettive sul futuro e contiene una sezione sulle prospettive in atto - in base alle modifiche normative - sul federalismo fiscale, con un’analisi che parte dalla soppressione dei trasferimenti fino ad arrivare all’istituzione del tributo unico per i Comuni (IMU).
Il volume prospetta anche una serie di misure per definire un nuovo assetto delle entrate tributarie, quali ad esempio, confermare il potere di regolazione dei Comuni per quel che riguarda i tributi locali; salvaguardare l’attuale quadro impositivo; mantenere il prelievo sui rifiuti; rafforzare il contrasto all’evasione fiscale; mantenere una quota di entrate tributarie locali manovrabili a livello centrale (ad esempio la compartecipazione all’Irpef), anche in vista della perequazione; ma soprattutto razionalizzare le forme di prelievo fiscale già esistenti.
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La carta dei doveri della pubblica amministrazione

Il provvedimento recante “Disposizioni in materia di semplificazione dei rapporti della Pubblica Amministrazione con cittadini e imprese e delega al Governo per l'emanazione della Carta dei doveri delle amministrazioni pubbliche e per la codificazione in materia di pubblica amministrazione” (AS 2243) è in corso di esame presso la Commissione Affari Costituzionali.
In quella sede, il relatore ha prospettato l'opportunità di svolgere un ciclo di audizioni informali: oltre ad acquisire gli esiti della procedura informativa svolta presso l'altro ramo del Parlamento, richiedendo ai rappresentanti degli enti convocati in quella sede di integrare, se lo ritengono, i rispettivi contributi, potranno essere invitati i rappresentanti degli ordini professionali, dell'ANCI e dell'UPI, la Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome, le organizzazioni sindacali del pubblico impiego, le autorità indipendenti, i rappresentanti della DigitPA e del Formez, nonché esperti della materia. La Commissione ha convenuto su tale proposta e il Presidente ha invitato i rappresentanti dei gruppi parlamentari a far pervenire eventuali ulteriori proposte di enti o soggetti da invitare in audizione.


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Carta delle autonomie: prima approvazione alla Camera del provvedimento che verrà ora trasmesso al Senato

Con 281 voti favorevoli e 247 contrari la Camera ha approvato il ddl relativo alla Carta delle autonomie: il provvedimento passa ora al Senato.
Tra i favorevoli, si è parlato di un disegno di legge essenziale al fine di attuare la legge delega sul federalismo fiscale, in linea con gli altri provvedimenti varati dal Governo per dotare il Paese di una struttura federale, per razionalizzare l'ordinamento degli enti locali e per contenere la spesa pubblica. Espresse però alcune perplessità circa talune disposizioni che, varate con l'obiettivo di contenere sprechi di risorse pubbliche, rischiano di compromettere i fondamentali meccanismi della rappresentanza democratica a livello locale.
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Il federalismo demaniale approda in Gazzetta Ufficiale

È stato pubblicato Sulla Gazzetta Ufficiale n. 134 dell’11 giugno 2010 il Decreto legislativo n. 85 del 28 maggio 2010 (cosiddetto decreto sul “federalismo demaniale”). Il provvedimento - in attuazione dell’articolo 19 della legge n. 42 del 2009 (legge delega sul federalismo fiscale) - trasferisce a Regioni ed Enti locali una quota consistente del demanio e del patrimonio statale.
Secondo il percorso definito dal provvedimento, entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto stesso, le amministrazioni centrali dovranno indicare i beni in uso che intendono conservare, motivando la richiesta, sulla quale l’Agenzia del Demanio potrà chiedere chiarimenti. Dopo ulteriori 90 giorni, un apposito dPCM individuerà l’elenco dei beni che potranno essere ceduti agli enti territoriali.

Questi ultimi, entro 60 giorni, potranno farne richiesta assicurando due condizioni:
- garantire la massima valorizzazione funzionale;
- motivare la richiesta, illustrando il progetto e indicando le modalità e i tempi di utilizzo. In caso di utilizzo differente il Governo potrà adottare sanzioni e, al limite, intervenire con poteri sostitutivi.
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Le città e gli spazi pubblici, speciale di Cittalia su crisi e nuovi modelli di sviluppo

altL’evoluzione degli spazi urbani e il loro ruolo per l’inclusione, la vivibilità e la sicurezza sono i temi al centro delle quattro puntate che analizzano i diversi approcci e gli interventi realizzati da città italiane ed europee

Spazi pubblici urbani, crisi o rinascita? Sembra difficile dare una risposta univoca alla domanda attorno a cui si sviluppa l’ampio, e talvolta confuso, dibattito contemporaneo che coinvolge urbanisti, architetti e sociologi di tutto il mondo, con posizioni e pareri di taglio estremamente diverso. Con uno speciale in quattro puntate, Cittalia analizza le differenti visioni di spazio pubblico inteso come spazio di sicurezza, di partecipazione e di sviluppo economico e urbanistico.

L’evoluzione del concetto di spazio pubblico
Se per secoli gli spazi pubblici hanno rappresentato i luoghi cardine della socializzazione dei cittadini, già nella seconda metà dell’Ottocento si assiste al cambio di funzione di spazi che adattano la propria struttura allo sviluppo delle infrastrutture di trasporto urbano. Progressivamente gli spazi urbani cedono il passo alle esigenze produttive, abitative e commerciali che vengono a svilupparsi nei centri di medie e grandi dimensioni che con la crescita economica del Dopoguerra varano, anche in Europa, la realizzazione di zone residenziali lontane dai centri storici.
Il cambio di prospettiva che si registra con lo spostamento in periferia e nelle aree vaste delle funzioni abitative si riflette sulla graduale perdita di attrattività degli spazi pubblici tradizionalmente dedicati all’incontro e alla socializzazione dei cittadini. Solo negli ultimi venti anni si riafferma gradualmente in tutta Europa, e in alcuni casi anche negli Stati Uniti, un ritorno agli spazi pubblici come elementi decisivi per migliorare la vivibilità dei contesti urbani, sulla spinta della crescente richiesta dei cittadini di usufruire di piazze, strade e parchi cittadini come luoghi dedicati a nuove forme di socialità.
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Mondiali di calcio, lo sviluppo urbano va in gol in Sudafrica

altIn occasione del grande evento sportivo le città sudafricane si rifanno il look e realizzano importanti azioni di rilancio urbano che promuovono la sostenibilità ambientale, economica e sociale. Gestire il post-evento resta però la fase più delicata.

A poche ore dall’inizio dei Mondiali l’attenzione dei media è interamente rivolta al grande evento sportivo e alle squadre favorite per la vittoria finale ma merita eguale attenzione la gigantesca operazione di riqualificazione infrastrutturale che farà sentire i suoi effetti in Sudafrica, e soprattutto nelle sue città, per i prossimi anni.
Nonostante lo scetticismo di molti studiosi ed economisti, che ritenevano inappropriato affrontare investimenti di simile portata per una competizione sportiva, il governo sudafricano ha investito 9,8 miliardi di rand (poco più di un miliardo di euro) per la costruzione di stadi e la rigenerazione delle vicine aree urbane, 13,6 miliardi di rand (1,46 miliardi di euro) per il miglioramento delle infrastrutture viarie e dei trasporti urbani ed extraurbani mentre 19,5 miliardi di rand (circa due miliardi di euro) sono stati stanziati per riqualificare gli aeroporti.
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Gli “in-between spaces”. Elementi caratterizzanti della metropoli contemporanea

altSe la frammentazione sembra essere il carattere distintivo della metropoli contemporanea, le aree libere residue dei territori dello sprawl indubbiamente appaiono quale ambito privilegiato d’intervento, in quanto spazio del degrado ambientale e del disagio sociale, ma anche occasione per un ripensamento complessivo del “disegno” della città, intesa come patrimonio di sperimentazioni innovative.

Uno dei motivi di interesse per il caso di studio che viene presentato nel Paper riguarda il fatto che il progetto, sviluppato nell’ambito del nuovo Greater London Plan, non riguarda tanto una configurazione di spazi – che, anzi, è qualcosa di continuamente mutevole – ma anche (e soprattutto) di “attori-rete”, cioè degli insiemi di portatori di istanze di natura sociale, politica e culturale con possibili ricadute spaziali. La conformazione progettata degli spazi (la “forma” del green system) ne costituisce l’immagine visibile e comunicabile, in grado di innescare ulteriori e non prevedibili processi, includendo progressivamente un numero sempre più ampio di soggetti che possono, a loro volta, modificare la “forma” di partenza.
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Bike sharing, la mobilità pulita passa solo da qui?

altA cinque anni dalla massiccia espansione dei sistemi di bike sharing in Europa e nel mondo, le città analizzano i vantaggi e i punti deboli di questi meccanismi che solo in pochi casi sono riusciti davvero ad incidere sulle abitudini quotidiane dei cittadini in materia di mobilità.

Giunti quasi dappertutto alla terza fase, quella in cui prevale l’innovazione tecnologica su vasta scala, i programmi di noleggio di biciclette si sono imposti come nuovo trend mondiale quando grandi città europee (in particolar modo francesi) hanno scelto di investire fortemente sulle due ruote per ridurre la circolazione delle auto in città. Le oltre 1500 biciclette messe a disposizione da Lione ad oltre 15mila utenti sono state un esempio per città come Parigi, che nel 2007 con Velib’ ha lanciato una delle iniziative di bike sharing di maggiore successo al mondo, con oltre 20mila biciclette disponibili nel centro urbano e nelle banlieue. Da allora oltre centocinquanta città in tutto il mondo (tra cui Rio de Janeiro, Città del Messico, Washington) hanno sperimentato sistemi simili ma non in tutti i casi si sono rivelati sinonimo di successo. È il caso di Bruxelles, dove la prima iniziativa di bike sharing si è rivelata un clamoroso flop a causa della particolare morfologia urbana che rende molto disagevole l’utilizzo delle due ruote, al contrario di quanto avviene ad Anversa o in centri più piccoli del Belgio.
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Italiani preoccupati dallo smog

altIl 77% dei cittadini che vivono nelle città delle regioni del Nord sono preoccupati per la qualità dell’aria che respirano e la maggioranza di loro sarebbe disposta a modificare i propri comportamenti negli spostamenti da casa al lavoro, ad esempio andando a piedi o in bicicletta o usando più spesso i mezzi pubblici. Questi sono alcuni dei dati che emergono dall’indagine realizzata da Cittalia con SWG in vista del blocco del traffico di domenica 28 febbraio 2010.
Per respirare aria pulita sono stati 170 i Comuni italiani che hanno aderito allo stop alle auto, raccogliendo l’appello per una giornata a piedi dei sindaci di Milano e Torino, Letizia Moratti e Sergio Chiamparino.
Lo scopo dell’iniziativa, nata dal coordinamento delle Città del nord, non era solo quello di risolvere il grave problema dell’inquinamento ma anche sensibilizzare amministratori e istituzioni ad affrontare insieme la lotta allo smog, individuando misure ed iniziative coordinate e coerenti utili a migliorare la qualità dell'aria nei nostri centri urbani.

Intanto il segretario generale dell'ANCI, Angelo Rughetti, presente in piazza a Firenze ad uno dei punti informativi allestiti dall’ANCI in 20 città per sensibilizzare i cittadini all'uso moderato dell'auto, ha annunciato che invierà una lettera al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, chiedendo la convocazione di una Conferenza Unificata straordinaria sulle misure per combattere l'inquinamento nelle città.
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The International Social Housing Summit. 13-14 ottobre 2010

altLa questione abitativa ha assunto una nuova centralità. Il mercato immobiliare, infatti, risponde con sempre maggiore difficoltà ai fabbisogni, non solo delle fasce sociali più deboli, ma investe una sempre più ampia “fascia grigia”: persone sole, nuclei familiari monogenitori, giovani coppie, lavoratori precari, immigrati, studenti, anziani soli, …. L’emergenza abitativa è sempre più determinata, così, non tanto dalla domanda di alloggi di chi non ha una casa in cui vivere, ma da chi ha una casa e paga, con sempre maggiore difficoltà, un canone di affitto (o una rata di mutuo). Al progressivo aumento dei costi per l’acquisto e l’affitto delle case si è associato un generale impoverimento delle famiglie, con la conseguenza che è cresciuto il numero di quanti incontrano difficoltà nel sostenere le spese per il mantenimento della propria abitazione. È così cresciuta la domanda di quelle famiglie che hanno un reddito troppo alto per l’edilizia residenziale pubblica ma troppo basso per accedere al mercato degli affitti e della proprietà. L’attuale fase recessiva dell’economia ha ulteriormente acuito la questione abitativa, amplificando la necessità di un intervento congiunto di istituzioni pubbliche da un lato, e di istituzioni private e soggetti non profit dall’altro.
Non è facile dare una definizione di social housing, dal momento che questo termine viene utilizzato in modo molto diverso nei paesi europei.

La definizione estensiva di social housing, e comunemente accettata, è quella proposta dal Cecodhas (Comitato europeo per la promozione del diritto alla casa), per il quale l’housing sociale è “l’insieme delle attività atte a fornire alloggi adeguati, attraverso regole certe di assegnazione, a famiglie che hanno difficoltà nel trovare un alloggio alle condizioni di mercato perché incapaci di ottenere credito o perché colpite da problematiche particolari”.
In Italia, comunemente, al termine social housing si attribuisce un significato più circoscritto, dal momento che viene utilizzato per indicare quegli interventi di politica abitativa di interesse pubblico che vanno oltre i confini tradizionali della edilizia residenziale pubblica e che prevedono anche l’integrazione con le politiche sociali attraverso il concorso di soggetti privati e non profit.

Su questi temi si confronteranno i principali esponenti internazionali del settore dell'edilizia sociale in occasione de "ISHOSUM -The International Social Housing Summit" che si svolgerà all'Aia (Paesi Bassi) il 13 e 14 ottobre 2010 e a cui Cittalia parteciperà in qualità di Media Partners.

Per approfondimenti
Il programma della conferenza


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Le città ai margini. Povertà estreme e governo delle aree urbane

altLa povertà, nel mondo, è sempre più “urbana”. In assenza di forti politiche di coesione, il crescere della marginalità e delle povertà estreme può ridisegnare il profilo stesso delle città, con la nascita di enclave mono culturali e mono etniche, gli “allarmi sicurezza”, l’allontanamento dei cittadini dagli spazi pubblici. In alcune città – come affermano le Nazioni Unite nei loro rapporti – gli slums sono ormai così pervasivi ad essere i ricchi ad auto segregarsi, creando piccole enclave protette.

I trend globali di “urbanizzazione della povertà” giungono in Europa in modo attenuato e peculiare, grazie ad una struttura urbana più stabile e ad un tessuto sociale storicamente ricco. Ma anche le città europee, e quelle italiane con loro, stanno ospitando una profonda trasformazione delle povertà e dei processi di marginalizzazione.
Alla classica divisione tra il centro e la periferia, tra il luogo che ospitava la vita istituzionale e pubblica e la cinta dei quartieri popolari, oggi si va sostituendo una costellazione frammentata di spazi: enclaves per ceti benestanti; quartieri popolati da gruppi a minor reddito; zone separate e omogenee per la lingua e la religione; campi “nomadi”; “baraccopoli” che accolgono immigrati di più recente arrivo.
Quali politiche pubbliche le città italiane stanno mettendo in campo per affrontare questi nuovi problemi di convivenza e di coesione? Quali strategie sono più efficaci e quali sono i problemi e gli ostacoli da superare?
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I Giovani Amministratori italiani

I Giovani Amministratori italiani rappresentano il 19% del totale degli amministratori locali, ricoprono in prevalenza l’incarico di consiglieri ed assessori e si concentrano nei comuni di minore dimensione demografica. Questo un incipit generale ma, scendendo nello specifico dei diversi territori, come si distribuiscono gli under 35 impegnati nell’amministrazione delle proprie comunità? In quali regioni sono più numerosi e come varia la loro presenza, in rapporto alla densità demografica dei comuni? Come sono distribuite le cariche tra giovani uomini e donne nelle regioni del nord, centro e sud? Quali sono le province con una maggiore presenza di GA? E gli under 35 di quali territori detengono il primato per livello di istruzione o altezza della carica?


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Minori stranieri non accompagnati: l'esperienza italiana protagonista in europa

altL'esperienza italiana delle reti territoriali di protezione dei minori stranieri non accompagnati è stata al centro del seminario organizzato da ANCI e dalla Fondazione Cittalia-Anci Ricerche che si è svolto oggi a Bruxelles, presso il Comitato delle Regioni.
L'incontro ha avviato un confronto fra le diverse realtà locali europee che hanno realizzato interventi di accoglienza e la Commissione europea, che ha varato il Piano d'Azione 2010-2014 sui minori non accompagnati, teso allo sviluppo di politiche e strumenti adeguati per garantire in tutti i paesi membri la protezione dei minori e l'individuazione di soluzioni durature in tempi brevi.
"Il ruolo dell'Italia nell'inserimento del tema dei minori stranieri non accompagnati fra le priorità nel Programma di Stoccolma e quindi sulla emanazione del Piano d'Azione – ha affermato Diane Schmitt, capo unità Immigrazione e integrazione della Direzione generale Libertà, sicurezza e giustizia della Commissione europea – è stato determinante. Le sfide aperte sono molte, contiamo che il Piano d'azione, nella sua fase di implementazione concreta, possa contribuire a dare alcune risposte in una cornice europea. Cruciale anche la questione della cooperazione con i paesi di origine in un'ottica di prevenzione delle migrazioni precoci, che sicuramente rappresentano una sconfitta per tutti".
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Minori non accompagnati, ANCI presenta le iniziative italiane al Comitato delle Regioni di Bruxelles

altL’esperienza italiana delle reti territoriali di protezione dei minori stranieri non accompagnati è il tema del seminario organizzato da Anci e Cittalia a Bruxelles il 14 luglio presso il Comitato delle Regioni.
L’incontro ha avviato un confronto fra le diverse realtà locali europee che hanno realizzato interventi di accoglienza e la Commissione europea, che ha varato il Piano d’Azione 2010-2014 sui minori non accompagnati teso allo sviluppo di politiche e strumenti adeguati per garantire in tutti i paesi membri la protezione dei minori e l’individuazione di soluzioni durature in tempi brevi.
L’ANCI ha presentato in un Paper (English version) quanto realizzato dal Programma nazionale di protezione dei minori stranieri non accompagnati, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e realizzato dall’ANCI a partire dal 2008 per far fronte al forte aumento del fenomeno.

Sostenere i comuni nell’accoglienza e nella protezione dei minori attraverso un sistema nazionale di presa in carico e integrazione è l’obiettivo realizzato dal Programma, che ha diffuso sul territorio nazionale procedure condivise per condividere responsabilità e oneri tra amministrazione centrale ed enti locali.
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