Open Days 2010: CITTALIA promuove SMILE e un evento sulla mobilità sostenibile. Bruxelles, 5 ottobre 2010
La mobilità urbana sostenibile è il tema scelto da Cittalia-Anci per partecipare all’ottava edizione degli Open Days, l’appuntamento annuale organizzato in ottobre a Bruxelles dal Comitato delle Regioni e dalla Direzione generale Politiche regionali della Commissione europea.
La maggioranza dei cittadini europei vive nelle città e utilizza le stesse infrastrutture per muoversi. Le città europee devono confrontarsi ogni giorno con i problemi causati dai trasporti e dal traffico, si trovano dunque ad avere una sfida comune che è quella di capire come migliorare la mobilità riducendo allo stesso tempo il traffico, gli incidenti e l’inquinamento.
La conferenza, dal titolo
“Verso la mobilità e l’innovazione in città e regioni europee”, promossa dal conglomerato
S.M.I.L.E. Sustainable Mobility and Innovation for Local Entities che comprende le città di Genova, Roma, Varsavia, Grenoble, la provincia di Vrancea (Romania) e le regioni di Hannover (Germania) e Swietokrzyskie (Polonia), nella prima parte dell’incontro metterà a confronto le esperienze positive realizzate dai partner del conglomerato in materia di mobilità, mentre nel corso del dibattito politico l’attenzione sarà posta sulle sfide legate al Piano d’azione della mobilità, lanciato dalla Commissione nell’autunno 2009, e le possibili soluzioni adottabili a livello locale.
Leggi tutto...
Le città e gli spazi pubblici, speciale di Cittalia su crisi e nuovi modelli di sviluppo
L’evoluzione degli spazi urbani e il loro ruolo per l’inclusione, la vivibilità e la sicurezza sono i temi al centro delle quattro puntate che analizzano i diversi approcci e gli interventi realizzati da città italiane ed europee
Spazi pubblici urbani, crisi o rinascita? Sembra difficile dare una risposta univoca alla domanda attorno a cui si sviluppa l’ampio, e talvolta confuso, dibattito contemporaneo che coinvolge urbanisti, architetti e sociologi di tutto il mondo, con posizioni e pareri di taglio estremamente diverso. Con uno speciale in quattro puntate, Cittalia analizza le differenti visioni di spazio pubblico inteso come spazio di sicurezza, di partecipazione e di sviluppo economico e urbanistico.
L’evoluzione del concetto di spazio pubblico
Se per secoli gli spazi pubblici hanno rappresentato i luoghi cardine della socializzazione dei cittadini, già nella seconda metà dell’Ottocento si assiste al cambio di funzione di spazi che adattano la propria struttura allo sviluppo delle infrastrutture di trasporto urbano. Progressivamente gli spazi urbani cedono il passo alle esigenze produttive, abitative e commerciali che vengono a svilupparsi nei centri di medie e grandi dimensioni che con la crescita economica del Dopoguerra varano, anche in Europa, la realizzazione di zone residenziali lontane dai centri storici.
Il cambio di prospettiva che si registra con lo spostamento in periferia e nelle aree vaste delle funzioni abitative si riflette sulla graduale perdita di attrattività degli spazi pubblici tradizionalmente dedicati all’incontro e alla socializzazione dei cittadini. Solo negli ultimi venti anni si riafferma gradualmente in tutta Europa, e in alcuni casi anche negli Stati Uniti, un ritorno agli spazi pubblici come elementi decisivi per migliorare la vivibilità dei contesti urbani, sulla spinta della crescente richiesta dei cittadini di usufruire di piazze, strade e parchi cittadini come luoghi dedicati a nuove forme di socialità.
Leggi tutto...
Mondiali di calcio, lo sviluppo urbano va in gol in Sudafrica
In occasione del grande evento sportivo le città sudafricane si rifanno il look e realizzano importanti azioni di rilancio urbano che promuovono la sostenibilità ambientale, economica e sociale. Gestire il post-evento resta però la fase più delicata.
A poche ore dall’inizio dei Mondiali l’attenzione dei media è interamente rivolta al grande evento sportivo e alle squadre favorite per la vittoria finale ma merita eguale attenzione la gigantesca operazione di riqualificazione infrastrutturale che farà sentire i suoi effetti in Sudafrica, e soprattutto nelle sue città, per i prossimi anni.
Nonostante lo scetticismo di molti studiosi ed economisti, che ritenevano inappropriato affrontare investimenti di simile portata per una competizione sportiva, il governo sudafricano ha investito 9,8 miliardi di rand (poco più di un miliardo di euro) per la costruzione di stadi e la rigenerazione delle vicine aree urbane, 13,6 miliardi di rand (1,46 miliardi di euro) per il miglioramento delle infrastrutture viarie e dei trasporti urbani ed extraurbani mentre 19,5 miliardi di rand (circa due miliardi di euro) sono stati stanziati per riqualificare gli aeroporti.
Leggi tutto...
Gli “in-between spaces”. Elementi caratterizzanti della metropoli contemporanea
Se la frammentazione sembra essere il carattere distintivo della metropoli contemporanea, le aree libere residue dei territori dello sprawl indubbiamente appaiono quale ambito privilegiato d’intervento, in quanto spazio del degrado ambientale e del disagio sociale, ma anche occasione per un ripensamento complessivo del “disegno” della città, intesa come patrimonio di sperimentazioni innovative.
Uno dei motivi di interesse per il caso di studio che viene presentato nel Paper riguarda il fatto che il progetto, sviluppato nell’ambito del nuovo Greater London Plan, non riguarda tanto una configurazione di spazi – che, anzi, è qualcosa di continuamente mutevole – ma anche (e soprattutto) di “attori-rete”, cioè degli insiemi di portatori di istanze di natura sociale, politica e culturale con possibili ricadute spaziali. La conformazione progettata degli spazi (la “forma” del green system) ne costituisce l’immagine visibile e comunicabile, in grado di innescare ulteriori e non prevedibili processi, includendo progressivamente un numero sempre più ampio di soggetti che possono, a loro volta, modificare la “forma” di partenza.
Leggi tutto...
Bike sharing, la mobilità pulita passa solo da qui?
A cinque anni dalla massiccia espansione dei sistemi di bike sharing in Europa e nel mondo, le città analizzano i vantaggi e i punti deboli di questi meccanismi che solo in pochi casi sono riusciti davvero ad incidere sulle abitudini quotidiane dei cittadini in materia di mobilità.
Giunti quasi dappertutto alla terza fase, quella in cui prevale l’innovazione tecnologica su vasta scala, i programmi di noleggio di biciclette si sono imposti come nuovo trend mondiale quando grandi città europee (in particolar modo francesi) hanno scelto di investire fortemente sulle due ruote per ridurre la circolazione delle auto in città. Le oltre 1500 biciclette messe a disposizione da
Lione ad oltre 15mila utenti sono state un esempio per città come Parigi, che nel 2007 con
Velib’ ha lanciato una delle iniziative di bike sharing di maggiore successo al mondo, con oltre 20mila biciclette disponibili nel centro urbano e nelle banlieue. Da allora oltre centocinquanta città in tutto il mondo (tra cui Rio de Janeiro, Città del Messico, Washington) hanno sperimentato sistemi simili ma non in tutti i casi si sono rivelati sinonimo di successo. È il caso di
Bruxelles, dove la prima iniziativa di bike sharing si è rivelata un clamoroso flop a causa della particolare morfologia urbana che rende molto disagevole l’utilizzo delle due ruote, al contrario di quanto avviene ad Anversa o in centri più piccoli del Belgio.
Leggi tutto...