The International Social Housing Summit. 13-14 ottobre 2010
La questione abitativa ha assunto una nuova centralità. Il mercato immobiliare, infatti, risponde con sempre maggiore difficoltà ai fabbisogni, non solo delle fasce sociali più deboli, ma investe una sempre più ampia “fascia grigia”: persone sole, nuclei familiari monogenitori, giovani coppie, lavoratori precari, immigrati, studenti, anziani soli, …. L’emergenza abitativa è sempre più determinata, così, non tanto dalla domanda di alloggi di chi non ha una casa in cui vivere, ma da chi ha una casa e paga, con sempre maggiore difficoltà, un canone di affitto (o una rata di mutuo). Al progressivo aumento dei costi per l’acquisto e l’affitto delle case si è associato un generale impoverimento delle famiglie, con la conseguenza che è cresciuto il numero di quanti incontrano difficoltà nel sostenere le spese per il mantenimento della propria abitazione. È così cresciuta la domanda di quelle famiglie che hanno un reddito troppo alto per l’edilizia residenziale pubblica ma troppo basso per accedere al mercato degli affitti e della proprietà. L’attuale fase recessiva dell’economia ha ulteriormente acuito la questione abitativa, amplificando la necessità di un intervento congiunto di istituzioni pubbliche da un lato, e di istituzioni private e soggetti non profit dall’altro.
Non è facile dare una definizione di social housing, dal momento che questo termine viene utilizzato in modo molto diverso nei paesi europei.
La definizione estensiva di social housing, e comunemente accettata, è quella proposta dal Cecodhas (Comitato europeo per la promozione del diritto alla casa), per il quale l’housing sociale è “l’insieme delle attività atte a fornire alloggi adeguati, attraverso regole certe di assegnazione, a famiglie che hanno difficoltà nel trovare un alloggio alle condizioni di mercato perché incapaci di ottenere credito o perché colpite da problematiche particolari”.
In Italia, comunemente, al termine social housing si attribuisce un significato più circoscritto, dal momento che viene utilizzato per indicare quegli interventi di politica abitativa di interesse pubblico che vanno oltre i confini tradizionali della edilizia residenziale pubblica e che prevedono anche l’integrazione con le politiche sociali attraverso il concorso di soggetti privati e non profit.
Su questi temi si confronteranno i principali esponenti internazionali del settore dell'edilizia sociale in occasione de "ISHOSUM -The International Social Housing Summit" che si svolgerà all'Aia (Paesi Bassi) il 13 e 14 ottobre 2010 e a cui Cittalia parteciperà in qualità di Media Partners.
Per approfondimenti
Il programma della conferenza
Leggi tutto...
Le città ai margini. Povertà estreme e governo delle aree urbane
La povertà, nel mondo, è sempre più “urbana”. In assenza di forti politiche di coesione, il crescere della marginalità e delle povertà estreme può ridisegnare il profilo stesso delle città, con la nascita di enclave mono culturali e mono etniche, gli “allarmi sicurezza”, l’allontanamento dei cittadini dagli spazi pubblici. In alcune città – come affermano le Nazioni Unite nei loro rapporti – gli slums sono ormai così pervasivi ad essere i ricchi ad auto segregarsi, creando piccole enclave protette.
I trend globali di “urbanizzazione della povertà” giungono in Europa in modo attenuato e peculiare, grazie ad una struttura urbana più stabile e ad un tessuto sociale storicamente ricco. Ma anche le città europee, e quelle italiane con loro, stanno ospitando una profonda trasformazione delle povertà e dei processi di marginalizzazione.
Alla classica divisione tra il centro e la periferia, tra il luogo che ospitava la vita istituzionale e pubblica e la cinta dei quartieri popolari, oggi si va sostituendo una costellazione frammentata di spazi: enclaves per ceti benestanti; quartieri popolati da gruppi a minor reddito; zone separate e omogenee per la lingua e la religione; campi “nomadi”; “baraccopoli” che accolgono immigrati di più recente arrivo.
Quali politiche pubbliche le città italiane stanno mettendo in campo per affrontare questi nuovi problemi di convivenza e di coesione? Quali strategie sono più efficaci e quali sono i problemi e gli ostacoli da superare?
Leggi tutto...
I Giovani Amministratori italiani
I Giovani Amministratori italiani rappresentano il 19% del totale degli amministratori locali, ricoprono in prevalenza l’incarico di consiglieri ed assessori e si concentrano nei comuni di minore dimensione demografica. Questo un incipit generale ma, scendendo nello specifico dei diversi territori, come si distribuiscono gli under 35 impegnati nell’amministrazione delle proprie comunità? In quali regioni sono più numerosi e come varia la loro presenza, in rapporto alla densità demografica dei comuni? Come sono distribuite le cariche tra giovani uomini e donne nelle regioni del nord, centro e sud? Quali sono le province con una maggiore presenza di GA? E gli under 35 di quali territori detengono il primato per livello di istruzione o altezza della carica?
Leggi tutto...
Minori stranieri non accompagnati: l'esperienza italiana protagonista in europa

L'esperienza italiana delle reti territoriali di protezione dei minori stranieri non accompagnati è stata al centro del seminario organizzato da ANCI e dalla Fondazione Cittalia-Anci Ricerche che si è svolto oggi a Bruxelles, presso il Comitato delle Regioni.
L'incontro ha avviato un confronto fra le diverse realtà locali europee che hanno realizzato interventi di accoglienza e la Commissione europea, che ha varato il Piano d'Azione 2010-2014 sui minori non accompagnati, teso allo sviluppo di politiche e strumenti adeguati per garantire in tutti i paesi membri la protezione dei minori e l'individuazione di soluzioni durature in tempi brevi.
"Il ruolo dell'Italia nell'inserimento del tema dei minori stranieri non accompagnati fra le priorità nel Programma di Stoccolma e quindi sulla emanazione del Piano d'Azione – ha affermato Diane Schmitt, capo unità Immigrazione e integrazione della Direzione generale Libertà, sicurezza e giustizia della Commissione europea – è stato determinante. Le sfide aperte sono molte, contiamo che il Piano d'azione, nella sua fase di implementazione concreta, possa contribuire a dare alcune risposte in una cornice europea. Cruciale anche la questione della cooperazione con i paesi di origine in un'ottica di prevenzione delle migrazioni precoci, che sicuramente rappresentano una sconfitta per tutti".
Leggi tutto...
Minori non accompagnati, ANCI presenta le iniziative italiane al Comitato delle Regioni di Bruxelles
L’esperienza italiana delle reti territoriali di protezione dei minori stranieri non accompagnati è il tema del seminario organizzato da Anci e Cittalia a Bruxelles il 14 luglio presso il Comitato delle Regioni.
L’incontro ha avviato un confronto fra le diverse realtà locali europee che hanno realizzato interventi di accoglienza e la Commissione europea, che ha varato il Piano d’Azione 2010-2014 sui minori non accompagnati teso allo sviluppo di politiche e strumenti adeguati per garantire in tutti i paesi membri la protezione dei minori e l’individuazione di soluzioni durature in tempi brevi.
L’ANCI ha presentato in un Paper (English version) quanto realizzato dal Programma nazionale di protezione dei minori stranieri non accompagnati, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e realizzato dall’ANCI a partire dal 2008 per far fronte al forte aumento del fenomeno.
Sostenere i comuni nell’accoglienza e nella protezione dei minori attraverso un sistema nazionale di presa in carico e integrazione è l’obiettivo realizzato dal Programma, che ha diffuso sul territorio nazionale procedure condivise per condividere responsabilità e oneri tra amministrazione centrale ed enti locali.
Leggi tutto...