Tecnologiche e interconnesse, ma anche sostenibili, confortevoli, attrattive, sicure, in una parola «intelligenti»: questo l’identikit delle smart cities, come sono state ribattezzate in questi anni, le città sulle quali in Europa e nel mondo si scommette per garantire uno sviluppo urbano equilibrato e al passo con la domanda di benessere che proviene dalle sempre più popolose classi medie internazionali.Puntare sulle nuove tecnologie per migliorare la gestione dei processi urbani e la qualità della vita dei cittadini è la linea seguita dalle amministrazioni locali che stanno siglando accordi con grandi imprese del settore per ridisegnare le proprie città.
Amsterdam, Seattle, Singapore e Curitiba sono alcuni dei migliori esempi in questo campo anche se si fa sempre più strada un ruolo propulsivo da parte delle amministrazioni centrali, che intendono sostenere con nuove risorse e strumenti normativi la realizzazione di città innovative e intelligenti.
L’Ue e le smart cities
La Commissione europea ha adottato in ottobre una raccomandazione in cui esorta le amministrazioni regionali e locali ad utilizzare al meglio le tecnologiche dell’informazione e della comunicazione per migliorare l’efficienza energetica e la formazione dei professionisti nei settori dell’edilizia, dei trasporti e della logistica.
Nell’ambito del Piano strategico europeo per le tecnologie energetiche, l’Unione europea prevede la creazione di una rete di trenta smart cities da selezionare entro il 2020. Queste città campioni dell’efficienza energetica intraprenderanno un percorso per ridurre al minimo l’impatto delle emissioni attraverso la realizzazione di sistemi edilizi e di trasporto intelligenti. Auto elettriche che si ricaricano con l’energia prodotta negli edifici, zone low-carbon e messa in rete dell’energia prodotta da fonti rinnovabili : le città scelte dalla Commissione adotteranno soluzioni originali a problemi urbani grazie ad un inedito mix di tecnologie.
Gli esempi di Amsterdam e Stoccolma
Un’anteprima delle smart cities del futuro è data da Amsterdam, che ha varato nel 2009 un ambizioso progetto in collaborazione con Ibm e Cisco con l’obiettivo di creare innovazione e ridurre i costi della bolletta energetica. Entro il 2012 sarà completato il primo round di investimenti nella capitale olandese realizzando, anche grazie all’impegno diretto dei grandi istituti finanziari e assicurativi locali, interventi finalizzati a rendere la città più verde e competitiva. Oltre trecento punti di ricarica per auto elettriche saranno installati nelle strade cittadine, mentre un generale miglioramento delle infrastrutture private consentirà di produrre e mettere in vendita energia da mini turbine eoliche e pannelli solari.
Oltre sessantamila abitazioni saranno energeticamente interconnesse grazie all’opera di un grande operatore informatico, che monitorerà in tempo reale il consumo energetico degli edifici privati attraverso una rete di contatori domestici che saranno installati dall’operatore energetico locale (Alliander) nei prossimi cinque anni.
L’amministrazione locale e le imprese del settore investiranno nel programma oltre 1,1 miliardi di euro, di cui 300 milioni stanziati dall’Alliander per l’installazione di tecnologie smart grid. Rilanciare l’economia locale attraverso il partenariato pubblico-privato e ridurre del 40% le emissioni entro il 2025 sono gli obiettivi di questo piano che chiamerà direttamente i cittadini all’azione. Titolari di bar e negozi saranno infatti coinvolti nella realizzazione della «Climate street», vale a dire una strada cittadina ad impatto ambientale zero che vedrà la luce nella popolare arteria di Utrechtsestraat.
L’utilizzo delle nuove tecnologie ha favorito un sensibile miglioramento della qualità della vita e del traffico a Stoccolma, che dal 2006 ha varato un sistema di pedaggio urbano utilizzato da oltre 60mila cittadini ogni giorno.
In collaborazione con la Ibm, è stato realizzato un piano di rilevazione che prevede l'addebito dei pedaggi al momento del passaggio dei veicoli attraverso diciotto punti di controllo collocati ai margini delle strade, sulle vie d'ingresso o di uscita dal centro di Stoccolma durante le ore di punta dei giorni feriali. Il sistema utilizza le tecnologie laser e fotografica per rilevare e identificare i veicoli, addebitando i pedaggi a tariffe diverse a seconda dell’ora del giorno. Uno studio condotto a tre anni dall’entrata in operatività dell’iniziativa, rivela una diminuzione del traffico del 18%, con taglio del 12% delle emissioni.
Nuove tecnologie e servizi locali a Edimburgo
L’utilizzo delle Itc non è stato promosso a livello locale solo per favorire una riduzione delle emissioni ma più in generale per migliorare la vivibilità urbana e la capacità amministrativa. È il caso di Edimburgo, che ha lanciato la sua Smart City Vision per migliorare il funzionamento dell’amministrazione locale attraverso l’uso delle Ict.
La città scozzese ha informatizzato i servizi sociali e di assistenza all’infanzia, migliorando lo scambio di informazioni interno all’ente e il rapporto con i cittadini. Attraverso la banca dati elettronica e-HR, il Comune punta a migliorare l’incontro fra domanda e offerta di lavoro mentre un innovativo sistema di pagamento sicuro in rete consente di pagare i tributi comunali on line.
Il laboratorio tecnologico di Seattle
Risparmiare energia attraverso una partnership tra giganti del settore informatico e amministrazione locale: è quanto sta realizzando Seattle, che vede nell’utilizzo dei più avanzati programmi tecnologici un inedito strumento di partecipazione locale.
Grazie alla partnership con Microsoft, la Seattle City Light ha esteso agli utenti l’utilizzo di Hohm, applicazione creata dalla corporation di Redmond (a venti chilometri dal centro cittadino) per tracciare on-line l’uso dell’energia e fornire informazioni personalizzate per il risparmio energetico.
La società di illuminazione pubblica ha combinato questo intervento ad una serie di incentivi per l’acquisto di lampade al neon e deduzioni fiscali per il riciclo di vecchie elettrodomestici, mentre ha stipulato un accordo con l’Università di Washington per l’installazione di contatori elettrici intelligenti nel campus universitario.
E in Italia?
Numerosi in Italia i progetti che coniugano innovazione tecnologica e miglioramento dei servizi urbani. Pionere nel campo è Parma, che ha siglato con la Ibm un accordo per la creazione di video sportelli, postazioni installate nelle strade cittadine dove i cittadini possono collegarsi ad un operatore e svolgere a distanza le normali pratiche amministrative.
Migliorare il rapporto fra cittadini ed ente pubblico attraverso le tecnologie dell’informazione è l’obiettivo dell’iniziativa Smarter Town, che coinvolgerà anche altre città italiane. Fra queste Reggio Emilia, che con il progetto pilota Classroom 2.0 offrirà a studenti, famiglie e aziende locali una piattaforma digitale di scambio di informazioni per migliorare la gestione delle attività di classe e collegare al meglio il mondo della scuola a quello dell’impresa.
Anche Salerno, Venezia e Bolzano hanno siglato dei protocolli d’intesa con l’azienda americana per la fornitura di innovativi servizi tecnologici. La città campana realizzerà un percorso sperimentale di sensori per rendere il Teatro Verdi accessibile ai non vedenti, attraverso l’interazione dei bastoni intelligenti con i sensori installati nella pavimentazione.
A Venezia la tecnologia mobile aiuterà i turisti a scoprire angoli nascosti della città, grazie all’applicazione attivando sul proprio cellulare TagMyLagoon che consentirà di ricevere una scheda informativa dei monumenti fotografati.
Comune, Ibm e Tis Innovation Park hanno siglato a Bolzano un accordo per la realizzazione di un sistema di tele-monitoraggio e tele-assistenza per anziani, basato sullo scambio di dati in tempo reale attraverso una rete di sensori.
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