La mobilità è un elemento fondamentale della vita e dell’organizzazione delle moderne società urbane. L’accelerazione determinata dalla diffusione di mezzi di trasporto più veloci ed efficienti e di tecnologie di comunicazione sempre più pervasive, sta determinando ovunque nel mondo occidentale una mutazione profonda nei rapporti di spazio e tempo all’interno delle città. Il Rapporto Cittalia 2009 – Città Mobili accetta la sfida posta dall’accelerazione del movimento urbano, assumendo l’obiettivo di indagare in profondità le diverse componenti del fenomeno. Del resto, la mobilità è all’origine di una serie di problematiche che sono ormai parte integrante della condizione urbana: emissioni serra nell’atmosfera, congestione urbana, inquinamento acustico, ecc.
Il Rapporto Cittalia 2009 propone un approccio alla mobilità costruito con strumenti analitici e conoscitivi mirati a far emergere il carattere multidimensionale di una problematica destinata a stabilire innumerevoli punti di contatto tra aspetti diversi della vita e dell’esperienza urbana.
Il Rapporto vuole contribuire alla conoscenza della mobilità nelle città italiane presentando un’analisi profonda sulle tendenze, domanda ed offerta di mobilità nelle 15 città metropolitane del paese, operando anche un confronto con le principali realtà urbane internazionali in materia di mobilità ed infrastrutture. L’obiettivo è fornire elementi per comprendere questo fenomeno ma anche indicazioni utili per governare un aspetto fondamentale dell’organizzazione della vita urbana.
Partendo da queste considerazioni il Primo Capitolo si concentra sul rapporto tra le modificazioni dei processi insediativi e i flussi di mobilità che essi generano. Le recenti trasformazioni delle città metropolitane italiane hanno prodotto una riorganizzazione delle funzioni territoriali caratterizzata da crescenti fenomeni di diffusione e dispersione insediativa. Le città e i territori stanno crescendo per parti con un aumento della mobilità esterna ai contesti urbani consolidati. Le conseguenze sul sistema della mobilità riferiscono, sia pure con le differenze che caratterizzano l’esperienza italiana, di un processo di metropolizzazione dei rapporti territoriali (della produzione e del lavoro) e di un alleggerimento della pressione dei flussi in entrata nelle aree centrali. Il quadro che se ne ricava vede le aree metropolitane rivendicare una posizione di maggiore centralità nei processi di sviluppo economico-sociale e di conseguenza nel governo del territorio.
Il Secondo Capitolo parte dal “disallineamento” progressivo che si va determinando tra la geografia del lavoro e della produzione e quella dell’abitare. Lo scollamento crescente tra il sistema “fisso” dei luoghi e le geografie “mobili” dei flussi (delle persone, delle merci e delle informazioni) vede un progressivo aumento del volume complessivo della mobilità. Il Rapporto esamina alcuni tipi di mobilità (quella turistica, quella legata al consumo e quella sanitaria) cui corrispondono stili di mobilità a loro volta fortemente caratterizzati. L’analisi di questi dati evidenzia l’emergere di una tendenza verso la polarizzazione dei comportamenti mobili, con un core urbano interessato in maniera crescente da forme di mobilità alternative (piedi, bici, trasporto pubblico) e un territorio metropolitano dominato dall’uso estensivo e generalizzato dell’automobile.
Il Terzo Capitolo affronta il tema della mobilità così come viene percepita dai cittadini. L’obiettivo è quello di analizzare gli atteggiamenti e le valutazioni dei fruitori dei servizi per la mobilità ma anche di indagare sulle aspettative rispetto alle forme alternative di spostamento. Si tratta di atteggiamenti e di aspettative che rimandano non solo a vincoli esterni ma anche a sistemi di preferenze personali e a stili di vita di gruppi. A tal fine Cittalia ha concentrato l’attenzione su sei città metropolitane (Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova) e sui diversi modi attraverso cui sta evolvendo la mobilità in queste aree.
Nel Quarto capitolo sono fotografati quantitativamente i fenomeni legati alla domanda di spostamento. Sono forniti i dati e gli indicatori riferiti alle scelte modali di mobilità pubblica e privata nelle quindici città metropolitane del paese. Una particolare attenzione è rivolta agli aspetti di sostenibilità ambientale e alle dinamiche dei costi di congestione e di incidentalità.
Il Quinto Capitolo approfondisce la recente dinamica in termini di offerta di reti di trasporto e di servizi di mobilità nelle quindici città con l’intento di ricostruirne i percorsi intrapresi e i futuri sentieri di sviluppo. L’analisi offre indicazioni significative, sotto il profilo sociale e della qualità della vita, in grado di sottoporre a valutazione le diverse possibilità/opportunità di spostamento di persone e merci.
Infine il Sesto Capitolo affronta il complesso tema degli investimenti e delle spese nell’ambito della mobilità urbana. Sono riportate le cifre e le analisi sulle spese sostenute dai comuni nelle funzioni di viabilità e trasporti, oltre che gli investimenti strategici per i trasporti urbani.
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Rapporto Cittalia 2009 (Clicca qui per ingrandire)
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Città europee al top per vivibilità e ambiente. L’annuale classifica curata dalla Mercer Consulting conferma le ottime performance raggiunte dalle città del Vecchio Continente nella promozione di vivibilità e sostenibilità. Ben sedici posti sui primi venticinque al mondo sono occupati da città europee. Prima in classifica Vienna, seguita da Zurigo e Ginevra, che si confermano sul podio alle stesse posizioni del ranking 2009 come Dusseldorf (6) mentre sale di una posizione Francoforte (7). Stabili anche Monaco di Baviera (7), Berna (9), Copenaghen (11) e Amsterdam (13), evidenziando come in Europa Occidentale, ed in particolare in Germania, si concentrino molte delle città in cui si vive meglio al mondo. Prima in classifica fra le italiane, che si conferma al 41esimo posto, come nel 2009 mentre Roma è stabile in 54esima posizione. Guadagnano posti le città dell’Europa Orientale, come Praga (70), Budapest (73) e Lubiana (77).
La normativa europea elaborata finora in materia di rifiuti fornisce in modo dettagliato non solo una classificazione, ma anche una definizione degli obblighi essenziali per la gestione, il riuso, il trattamento e lo smaltimento dei prodotti e materiali di scarto.
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Paola Villani - Politecnico di Milano - DIIAR sezione Infrastrutture viarie, sistemi di trasporto e movimentazione